Pillole sullo sbiancamento
  • Lo sbiancamento dentale è un processo chimico – molecolare, naturalmente effettuabile solo da esperti medici odontoiatri. Tale processo si attua attraverso l’utilizzo di perossido di carbammide, utile all’aumento dell’ossigenazione che a sua volta permette un ossidazione del perossido stesso. Il perossido, grazie all’azione della carbammide, provoca un alterazione dello smalto, che diventa più sensibile al contatto con la luce.
  • Il sorriso è indubbiamente come un biglietto da visita per l’entrata in società. Molti fattori possono determinare la colorazione dentale: la scarsa igiene orale, per esempio, provoca un ingiallimento della superficie esterna dei denti.
come sbiancare i denti

Sbiancare i denti


Il livello di biancore dei denti ha assunto nella concezione moderna dell’estetica, un ruolo di centrale importanza. Sulla spinta dello sviluppo della cosmesi a scopi commerciali, che ha riempito TV e riviste di spots sui vari prodotti, si è giunti alla valutazione del bianco dei denti come rivelatore dello stato di salute generale. Il sorriso bianco e perfetto è a mano a mano divenuto un obiettivo imprescindibile da raggiungere, nell’ottica di una conquista dell’aspetto estetico ideale. Per accorgersi del fenomeno è sufficiente prendere in considerazione l’ampia offerta di prodotti utili alo scopo, che hanno favorito la comparsa di una fetta di mercato inedita: spazzolini elettrici, rotanti, elastici, con setole morbide o rigide, dentifrici miracolosi, colluttori dalle incredibili proprietà disinfettanti, chewin-gum che possono sostituirsi alle tradizionali operazioni di igiene orale. Insomma possiamo davvero dire di averle viste di tutti i colori. Spesso però è le offerta del mercato sono legate più al lucro dei prodotti che alla loro efficacia. Innanzitutto sarebbe bene informare il gentile consumatore dell’inesattezza del concetto denti bianchi = perfetta salute orale. Tale assunto non ha alcuna base scientifica, ed è legata solo ad una convinzione estetica del nostro particolare momento storico: ce ne sono state altre in passato e ce ne saranno di certo in futuro. I denti infatti non hanno in natura il tanto agognato colore bianco. La loro copertura esterna formata dallo smalto, è un tessuto cristallino translucente. La dentina, tessuto minerale interno ai denti, si presenta con una colorazione tendente all’opaco ed al bianco – sporco. Soltanto nei bambini possiamo parlare di biancore candido della dentatura, per via dello smalto estremamente gessosso dei denti da latte. Ciononostante esistono in effetti alcune patologie strettamente legate al cromatismo dentale, a volte superabili con le normali operazioni di igiene orale, altre volte curabili solo dagli specialisti medici. Per capire di quali patologie parliamo è doveroso prima fare una distinzione dei fattori che ne sono la causa scatenante. Esiste infatti un fattore estrinseco ed un fattore intrinseco alla comparsa di macchie dentali. Nel primo caso parliamo di quelle pigmentazioni dello smalto dovute ad alimenti e bevande quali cioccolato, vino rosso, caffè, o all’assunzione di sostanze come il tabacco. Sono macchie di scarsa invasività e permanenza, facilmente rimovibili con l’uso dello spazzolino. Il secondo caso è decisamente più grave, e riguarda le macchie che compaiono nel periodo di formazione della dentatura, dovute all’assunzione di alcuni antibiotici, ad un eccesso di fluoro, da anomalie congenite come l’amelogenesi imperfetta (macchie dello smalto) e la dentinogenesi imperfetta (macchie della dentina), alla presenza eccessiva di bilirubina, pigmento rossastro della bile. Lo sbiancamento dentale professionale, effettuato dunque da esperti medici, è un processo delicato che può necessitare di varie sedute prima di potersi definire completo. Si attua attraverso un particolare processo chimico – molecolare, teso all’aumento dell’ossigenazione. Il metodo più utilizzato dalla moderna Odontoiatria è quello che si avvale dell’utilizzo del perossido di carbammide. Il perossido guidato dalla carbammide provoca un’alterazione dello smalto, che ne causa un cambio di comportamento una volta a contatto con la luce. L’Odontoiatra procede agli interventi di sbiancamento con l’uso di lampade UV, laser e ablatore. L’ablatore è un piccolo trapano con punta tonda vibrante. Oltre ad erogare un getto costante d’acqua, emette particolari ultrasuoni in gradi di rimuovere gli strati di tartaro depositatisi sullo smalto. La vibrazione causa l’esplosione di microscopiche bollicine nel getto d’acqua, esplosione capace di intaccare le membrane batteriche (fenomeno della cavitazione). Lo sbiancamento dentale ad opera di medici esperti risulta essere impossibile solo nel caso in cui siano presenti elementi esterni come corone, protesi, ponti e capsule, del tutto insensibili al processo di ossidazione del perossido.

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